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BENIN

SUPERFICIE: 112.694 Km²
POPOLAZIONE: 7.041.490 abitanti
CAPITALE: Porto Novo (sede amministrativa); Cotonou ( sede del governo)
GRUPPI ETNICI: Fon 40%, Yoruba 12%, Adja 11%, Somba 5%, altri 32%
LINGUA: Francese (ufficiale), dialetti etnici
RELIGIONE: Animista 65%, Cattolica 17%, Musulmana 15%, Protestante 3%
MONETA: Franco CFA
FORMA DELLO STATO: Repubblica presidenziale
DATA DI INDIPENDENZA: 1 agosto 1960 dalla Francia
COSTITUZIONE: 11 settembre 1990
SUFFRAGIO: Universale dalle elezioni del 1991
DENSITA’: 60 ab./km²
INDICE DI NATALITA’: 41,99 nascite/1.000 popolazione
TASSO DI MORTALITA’ INFANTILE: 85 morti/1.000 feti nati vivi
SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA: 50,51 anni
TASSO DI INFEZIONE HIV: 68.000 abitanti (2003)
TASSO DI ALFABETIZZAZIONE: 40,9%
INDICE DI SVILUPPO UMANO: 158° nel mondo (Fonte: UNDP, Human Development Report 2002)
PERSONE SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’: (meno di 1$ al giorno) 37% (2001)
POPOLAZIONE SENZA ACCESSO ALL’ACQUA PULITA: np
POPOLAZIONE CON ACCESSO AI FARMACI ESSENZIALI: np
ECONOMIA: L'economia del Benin è sottosviluppata e dipende dall'agricoltura di sussistenza, dalla coltivazione del cotone e dal commercio regionale. La crescita nella produzione reale ha avuto una media negli ultimi sei anni del 5%, ma la rapida crescita della popolazione ha reso vana gran parte di questa crescita. L'inflazione è stata tenuta sotto controllo negli ultimi anni. Con lo scopo di aumentare ulteriormente il tasso di crescita dell'economia, il Benin sta tentando di attrarre ulteriori investimenti stranieri, dare maggior enfasi al turismo, facilitare lo sviluppo di nuovi sistemi di lavorazione degli alimenti e di produzione di nuovi prodotti agricoli, e incoraggiare le nuove tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni. Il programma del 2001 riguardo alle privatizzazioni nei settori delle telecomunicazioni, acqua potabile, elettricità, e agricoltura è ancora in attuazione, nonostante le iniziali riluttanze del governo. Il Club di Parigi e gli accordi bilaterali con i paesi creditori hanno alleggerito la situazione del debito estero, accompagnando l'accelerazione delle riforme economiche strutturali.

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BURKINA FASO

SUPERFICIE: 274.200 kmq
POPOLAZIONE: 12.272.000 (2001)
CAPITALE: Ouagadougou
GRUPPI ETNICI: L'etnia dominante è composta dai Mossi (48%), seguita dai Peul (8%), dai Gourmantché (7%), dai Bobo (7%) e dai Gourounsi (6%).
LINGUA: francese (uff.), dialetti del gruppo voltaico, mande, poular
RELIGIONE: musulmana 50%, animista 40%, cattolica 10%
MONETA: F CFA
FORMA DELLO STATO: Repubblica Presidenziale
CAPITALE: Ouagadougou
DATA DI INDIPENDENZA: 1960
COSTITUZIONE: 1991
SUFFRAGIO: Universale
ABITANTI: 12.272.000 (2001)
DENSITA’: 45 ab/kmq.
INDICE DI NATALITA’: N°. di figli per donna: 6,7
TASSO DI MORTALITA’ INFANTILE: 10,8%
SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA: 54 anni
TASSO DI INFEZIONE HIV: 7%
TASSO DI ALFABETIZZAZIONE: 18.4% (1998)
INDICE DI SVILUPPO UMANO: 0,317 nel 2003 (dati PNUD BURKINA FASO)
PERSONE SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’: (meno di 1$ al giorno) 46,4 % (dati PNUD BURKINA FASO)
POPOLAZIONE SENZA ACCESSO ALL’ACQUA PULITA: Dato non rilevabile
POPOLAZIONE CON ACCESSO AI FARMACI ESSENZIALI: Dato non rilevabile
ECONOMIA: I principali prodotti sono: cotone (che costituisce il 50% delle esportazioni), arachidi (destinate prevalentemente al mercato interno), anacardi, sesamo, sorgo, miglio, granoturco e riso. Il settore industriale, dominato dalle inefficienti aziende di stato, produce il 28% del PIL e occupa il 4% della forza lavoro, mentre il terziario produce il restante 41%.

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KENYA

SUPERFICIE: 582.650 kmq
POPOLAZIONE: 33.829.590
CAPITALE: Nairobi
GRUPPI ETNICI: 22% kikuyu, 14% luhya, 13% luo, 11% akamba, 12% kalenjin, 6% guisi, 6% meru, 15% masai, turkana, nandi e altri nomadi, 1% asiatici, europei e arabi.
LINGUA Swhali e Inglese sono insegnati sull’intero territorio nazionale ma esistono molte altre lingue tribali
RELIGIONE: Animismo 30,3 %, protestantesimo 28,2 %, cattolicesimo 19,6 %, islamismo 6 %, anglicanesimo 5,6%, altre 10,3%
MONETA: Scellino kenyota
FORMA DELLO STATO: Repubblica Presidenziale
DATA DI INDIPENDENZA: 12 Dicembre 1963
COSTITUZIONE: Entrata in vigore nel 1963 è stata poi successivamente emendata nel 1979, 1982, 1986, 1988, 1991, 1992, 1997, and 2001
SUFFRAGIO: Suffragio universale
DENSITA’: 53,4 ab/ km2
INDICE DI NATALITA’: 4,1 %
TASSO DI MORTALITA’ INFANTILE: 7,9 %
SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA: 45,4 %
TASSO DI INFEZIONE HIV: 6,7 %
TASSO DI ALFABETIZZAZIONE: 90,6 % degli uomini; 79,7 % nelle donne
INDICE DI SVILUPPO UMANO: 0,513 posizione 134 su 173
PERSONE SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’: (meno di 1$ al giorno) 50 %
POPOLAZIONE SENZA ACCESSO ALL’ACQUA PULITA: n.p.
POPOLAZIONE CON ACCESSO AI FARMACI ESSENZIALI: n.p.
ECONOMIA: Benché a livello nazionale il reddito pro capite della popolazione keniota non sia tra i più bassi del continente africano, le condizioni di vita permangono arretrate e il divario si accentua nelle zone rurali. Paese fondamentalmente agricolo (il 78% della popolazione attiva è infatti impiegato in questo settore), il Kenya ha dovuto affrontare, dopo il 1963, il problema della riorganizzazione dell’agricoltura, con l’obiettivo di raggiungere, nelle nuove cooperative e piccole–medie aziende africane, i livelli di produzione precedentemente garantiti dalle grandi aziende europee.
La produzione è infatti ancora caratterizzata dal divario tra agricoltura di piantagione e agricoltura di sussistenza laddove la prima è praticata quasi esclusivamente da stranieri ed è remunerativa; la seconda, invece, è destinata al consumo familiare ed è praticata su terre marginali e con tecniche arretrate. Il patrimonio zootecnico è costituito in prevalenza da capre e pecore, e da pochi bovini. Sia il settore agricolo che quello zootecnico subiscono periodicamente gravi danni dall’alternanza di fenomeni atmosferici come siccità e alluvioni.
Le colture principali sono il mais, canna da zucchero, pomodori, carote, patate, legumi vari e frutta tropicale. Esistono poi colture discretamente estensive nel caso di prodotti quali thè o caffé che sono monopolio di stato. Uno dei problemi principali che aggrava la situazione economica è riconducibile alle caratteristiche fisico-geografiche del territorio: l’80% del paese è costituito da terre aride e semiaride dove abita il 25% della popolazione. Tale problematica è aggravata dalla carenza d’acqua, dalla suddivisione delle terre e dal deteriorarsi del suolo dovuto ai metodi di coltivazione. Negli ultimi anni l’economia keniota ha registrato un trend negativo dovuto alla mancanza di riforme di politica macroeconomica, istituzionale, instabilità politica ed il paese ha dovuto far fronte ai danni provocati dai fenomeni atmosferici, dall’aumento della popolazione e dall’impatto dei rifugiati politici delle regioni confinanti. Il declino dei livelli di investimento e produzione ha fatto sì che il Kenya non sia in grado di mantenere il livello di infrastrutture pubbliche e servizi che, al contrario, si era sviluppato nel decennio precedente. Mentre la popolazione si è triplicata in questi ultimi 30 anni, il Kenya ha visto svilupparsi la pressione sulla risorse naturali ed accelerare il degrado ambientale umano-indotto che sta insidiando la disponibilità delle risorse naturali come l’acqua.

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MOZAMBICO

SUPERFICIE: 799.380 km² (98% di terra ferma, 2% di corsi d’acqua)
CONFINI: a nord Tanzania, ad ovest Malawi, Zambia e Zimbabwe, a sud-ovest Repubblica Sudafricana e Swaziland, a est Oceano Indiano
FIUMI: Incomàti, Ligonha, Limpopo, Lúrio, Púnguè, Rovuma, Save, Zambeze
LAGHI: Lago Malawi (o Niassa), Cahora Bassa
ISOLE: Angoche, Inhaca
VETTA PIU’ ALTA: Monte Binga (2.436 m), situato nella Provincia di Manica
CLIMA: tropicale e sub-tropicale (temperature elevate anche durante la stagione più fredda tra aprile e settembre, stagione delle piogge da novembre a febbraio, con maggiori precipitazioni nel Nord del Paese)
POPOLAZIONE: 18,962 milioni d’abitanti (INE 2004)
DENSITA’ DEMOGRAFICA: 24 abitanti per Km²
GRUPPI ETNICI: Makua 47%, Tonga 23%, Shona 11%
LINGUA UFFICIALE: Portoghese (24 lingue locali, di cui 13 idiomi principali)
RELIGIONE: animista 60%, cristiana 30%, musulmana 10%
CAPITALE: Maputo (2.212.000 abitanti)
ALTRE CITTA’ PRINCIPALI: Beira (487.100 ab.), Cabo Delgrado (1.385 ab.), Nampula (371.800 ab.), Quelimane (230.000 ab.), Tete (1.224 ab.), Zambezia (3.107 ab.)
SUDDIVISIONE AMMINISTRATIVA: Repubblica suddivisa in 11 Province, ripartite in 128 Distretti, suddivisi in Circoscrizioni Amministrative locali, composte a loro volta da Localidades; si aggiungono 33 Municipalità: sono diventate Municipi 10 Capoluoghi Provinciali, 12 città, 1 vila per ogni Provincia e la Capitale Maputo
MONETA: Metical (MZN) - Meticais in plurale (MT) - suddiviso in 100 centavos (tasso cambio maggio 2005: 29.837 MZN per 1 € e 22.581 MZN per 1 US$)
FORMA DI GOVERNO: Repubblica Presidenziale
DATA DI INDIPENDENZA: 25 giugno 1975
COSTITUZIONE: ultima approvata nel 2004, in vigore dal 2005
SUFFRAGIO: universale
PRINCIPALI PARTITI POLITICI: Frelimo e Renamo
TASSO DI CRESCITA NATURALE: 2,4%
TASSO GLOBALE DI FECONDITA’: 5,4 figli per donna in età fertile
TASSO DI NATALITA’: 40,9 (per 1000, 2004)
TASSO DI MORTALITA’ INFANTILE: 111,9 (per 1000, 2004)
SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA: 46,7 anni (2004)
TASSO DI INFEZIONE HIV: 16,2 (%, popolazione adulta (15-49 anni), 2004)
TASSO DI ANALFABETISMO: 53,6 (%, popolazione adulta, 2003)
INDICE DI SVILUPPO UMANO: 168° posto su 177 paesi censiti nell’anno 2003
PERSONE SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’: (meno di 1$ al giorno) 37,9% della popolazione
POPOLAZIONE SENZA ACCESSO ALL’ACQUA PULITA: 58%
REDDITO MEDIO PRO CAPITE: US$ 313 l’anno (2004)
ECONOMIA: agricoltura: mais, manioca, cotone, canna da zucchero, anacardio; allevamento: galline, bovini, suini, uova, latte; pesca: gamberetti, pesci, crostacei;
industria: cibi, bevande e tabacco, minerali non metallici, prodotti metallurgici, equipaggiamento e materiale per trasporto, tessile, abbigliamento e cuoio;
risorse minerarie: alluminio, carbone, titanio, tantalio, grafite, oro, marmo;
energia: gas naturale, energia elettrica
ELETTRICITA’: 240 volt, 50 kHz
PREFISSO INTERNAZIONALE: 00258 (01 Maputo)
FUSO ORARIO: 2 ore avanti rispetto all’orario del Meridiano di Greenwich (1 ora avanti rispetto all’Italia - stesso orario del Meridiano con l’ora legale)
DOCUMENTI INGRESSO: passaporto con 6 mesi di validità e visto (turistico valido fino a 60 giorni, per motivi di affari valido fino a 90 giorni)

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RWANDA

SUPERFICIE: 26.338 Km²
POPOLAZIONE: 8.500.000, di cui 0 - 14 anni 41,9%, 15 - 64 anni 55,6%, oltre 65 anni 2,5%
CAPITALE: Kigali
GRUPPI ETNICI: n.d.
LINGUA: Kinyarwanda, francese e inglese
RELIGIONE: Cattolica (56,5, %), protestante (26%) avventisti(11,1%), musulmana (4,6%), altre (1,8%)
MONETA: Franco rwandese
FORMA DELLO STATO: Repubblica presidenziale
DATA DI INDIPENDENZA: 1 Luglio 1962 (dal Belgio)
COSTITUZIONE: 2003
SUFFRAGIO: universale
DENSITA’: 288,9 ab./km2
INDICE DI NATALITA’: 40,37/1000
TASSO DI MORTALITA’ INFANTILE: 203/1000
SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA: 39 anni
TASSO DI INFEZIONE HIV: 5,1%
TASSO DI ALFABETIZZAZIONE: 69%
INDICE DI SVILUPPO UMANO: 0,431 - 159^ su 177 stati
PERSONE SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’: (meno di 1$ al giorno) 60%
POPOLAZIONE SENZA ACCESSO ALL’ACQUA PULITA: n.p.
POPOLAZIONE CON ACCESSO AI FARMACI ESSENZIALI: 41%
ECONOMIA: 90% agricoltura; 10% industria e servizi

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SUDAFRICA

SUPERFICIE: 1.219.912 km²
POPOLAZIONE: 43.647.658 ab. (2002)
CAPITALE: Città del Capo (legislativa)
Pretoria (amministrativa)
Bloemfontein (giudiziaria) 2.900.000 (Città del Capo)
ab.)
GRUPPI ETNICI: Neri 79% (zulu 23%, xhosa 19%, ndebele, setswana, siswati, tshivenda, sesotho, xitsonga), bianchi 13,6% (inglesi, afrikaans), "cape coloured" 8,6%, indiani 2,6%.
LINGUA: La lingua più parlata in Sudafrica è lo zulu (lingua madre per il 24% della popolazione), seguita dallo xhosa (18%) e dall'afrikaans (13%); l'inglese è solo al quinto posto. La maggioranza degli Sudafricani parla una lingua nguni (zulu, xhosa, ndebele o siswati) o una lingua sotho (sesotho, sesotho del nord o tswana). Le lingue di ciascuno di questi gruppi sono reciprocamente comprensibili (per esempio, lo zulu e lo xhosa sono più simili tra loro di italiano e spagnolo). Più isolate sono le lingue venda e tsonga, che non sono né nguni né sotho.
RELIGIONE: Cristiani 68%, musulmani 2%, hindu 1,5%, animisti 28,5%.
MONETA: Rand (€ 1 = 9,15 rand; 1 USD = 7,19 rand)
FORMA DELLO STATO: Repubblica
DATA DI INDIPENDENZA: Dal Regno Unito, 31 maggio 1910
SUFFRAGIO: universale
DENSITA’: Al censimento dell'ottobre 1996 la popolazione del Sudafrica ammontava a 40.583.611 persone, con una densità di popolazione di 36 per km².
INDICE DI NATALITA’: 23,33 nati per 1.000 abitanti
TASSO DI MORTALITA’ INFANTILE: 53.6%
SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA: 47 anni
TASSO DI INFEZIONE HIV: 9.8%
TASSO DI ALFABETIZZAZIONE: Il 10,2% della popolazione non riceve l’istruzione scolastica. Il numero di persone tra i 7 e i 24 anni che non frequentano la scuola è di 4.529.000. La percentuale, tra questi, che non frequenta la scuola a causa delle alte tasse scolastiche è il 35,4%.
INDICE DI SVILUPPO UMANO: 0.666 – 119esimo su 177 stati
PERSONE SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’: (meno di 1$ al giorno) Circa il 57% della popolazione vive sotto la soglia di povertà
POPOLAZIONE SENZA ACCESSO ALL’ACQUA PULITA: nel 1994 14 milioni di persone su una popolazione complessiva di 42 milioni non disponevano di un accesso all’acqua potabile
POPOLAZIONE CON ACCESSO AI FARMACI ESSENZIALI n.p.
ECONOMIA PIL(2003): 157964 milioni di dollari PIL/ab(2003): 3409 dollari Inflazione(2003):7,7% Disoccupazione(2002):30% forza lavoro(2002) in percentuale:primario 13,secondario 27,terziario 61

Il Sudafrica è un paese in via di sviluppo a reddito medio, con abbondanti risorse, ben sviluppato in finanza, comunicazioni, energia e settori dei trasporti (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, “Lo sviluppo umano. Rapporto 2004”,2004). Tuttavia, anche se lo sviluppo è stato positivo per dieci anni consecutivi, non ha ridotto il 30% di disoccupazione e rimangono i problemi dell'era dell'apartheid, la povertà e la mancanza di potere economico fra i gruppi svantaggiati. Altri problemi sono il crimine, la corruzione e l’AIDS.
Alla fine dell’era dell’apartheid, nel 1995, i bianchi rappresentavano il 13% della popolazione e guadagnavano il 59% del reddito; gli africani, con il 76% della popolazione, guadagnavano il 29% del reddito. In un’indagine del 2000 i bianchi detenevano ancora l’80% delle posizioni dirigenziali. Anche il differenziale salariale era piuttosto notevole: alla fine degli anni ’90 i lavoratori bianchi guadagnavano in media cinque volte di più rispetto agli africani (sebbene la metà della disparità fosse dovuta a una differenza nell’istruzione e nell’ubicazione).
Al ritmo attuale, l’Africa sub-sahariana dovrà attendere fino al 2129 per raggiungere l’obiettivo dell’istruzione primaria universale o fino al 20106 per ridurre di due terzi la mortalità infantile.
Le incertezze politiche scoraggiano gli investimenti stranieri. La crescita è troppo debole per superare le privazioni della maggioranza nera. Il boom demografico non aiuta lo sviluppo. Il calo del prezzo dell'oro minaccia molti settori.

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